Joy: worst job ever.

Di lavori ne ho provati un po’ ma mai come questo con Joy. Joy e Aism: un nome ma non una garanzia. Vi racconto la mia avventura, cose che solo a me capitano. Ero andata a far questo colloquio per Joy, dal nome e dal posto scelto, mi sembrava la gioielleria, parlando poi di vendita diretta, solo quello potevo pensare. Arrivo al colloquio ed era un primo colloquio di gruppo, nei quali ci ho messo la firma ormai. Non mi faccio spaventare, anzi, vado a tutta piena di me in quanto ero stata scartata in un precedente lavoro per mia del mio accento straniero alquanto inesistente, ma andiamo oltre.

Entro in questa stanza e ci iniziano a parlare di questo lavoro e ci fanno vedere praticamente i diamanti, non l’oro: il lavoro della vita! Guadagni almeno 1000 euro al mese, lavorando cinque ore al giorno e alla fine ti diverti perché sei in compagnia di giovani e la gente sta volentieri a sentirti perché è interessata. Inizialmente ci credevo pure perché sembravano di un sincero quasi al limite. Faccio il colloquio individuale in cui la cosa diventa ancora più interessante: viaggio a Milano, soggiorno per quattro giorni in cui hai tutto spesato dall’azienda e giorni che ti vengono anche pagati. Come puoi rifiutare? Accetto e aspetto il giorno dopo la conferma del lavoro. Mi chiamano e mi confermano: sono stata l’unica del gruppo che hanno preso.

Contentissima, parto per questa nuova avventura. Si inizia dicendo che dobbiamo prenderci il biglietto, che poi ci viene rimborsato in loco. Lo acquisto, sbrigo tutte le pratiche mandando i miei documenti e altro e parto per Milano. Siamo lì e andiamo nella sede di Joy in provincia di Varese. Già lì siamo in un posto che nessuno conosce: Milano dove? Facciamo questo corso di non so quante ore, dove era tutto incentrato sulla sclerosi multipla, corso pesantissimo. Alle 14 decide di far una pausa e portano il ‘pranzo’ ovvero dei mini panini e della coca. Facciamo questo pranzo e poi ci portano in albergo, un bed and breakfast sperduto a Busto Arsizio. Busto Arsizio, voi sapete dove si trova e soprattutto è quella Milano? Tralasciamo. Ci informano che a parte di B&B dobbiamo pagarci tutto noi e che poi ci verrà data una diaria di 20 euro che in seguito diventano 15. Considerando che il nostro B&B era tutt’altro che Breakfast, ma solo Bed ci risultava difficile vivere con quella cifra tutto il giorno. Ah, anche i trasporti dovevamo pagarli noi e tutto ci veniva rimborsato. Ecco, tenete conto di questa bellissima parola: rimborsato. Per tutti i giorni lavorativi abbiamo chiesto, o meglio, parlo in prima persona, ho chiesto se dovevamo tenere gli scontrini e la risposta è sempre stata “la diaria si ha a prescindere, non c’è alcun bisogno di tenere gli scontrini”. Difatti così è stato.. credeteci pure!

Passiamo alla parte interessante: il pagamento dello stipendio. Arriva già in ritardo, ma lasciamo perdere. A me arrivano due bonifici con i soldi dovuti, ma mi arriva il giusto importo il problema, che si viene a scoprire dopo due settimane è che hanno sbagliato ed il secondo bonifico veniva fatto a me invece della mia compagna di lavoro. Bene, con calma Joy! A quel punto non ci ho visto più e ho chiesto di parlare esclusivamente con chi se ne occupa perché ero stanca che venissero riferite le notizie errate. A questo punto mi viene riferito che per avere i rimborsi dovuti per la diaria, dovevamo fornirle gli scontrini in quanto i pasti non sono stati consumati presso il B&B. Ma tutte queste informazioni non dovevamo averle lo stesso giorno che siamo arrivati, giusto? Assolutamente no! Per la grande azienda Joy, non è così. Sembrava una notizia irrilevante, in quanto noi stessi dovevamo capirlo. Certo, noi tornavamo da Malpensa (luogo di lavoro a Milano) alle 17 ed il ristorante era espressamente aperto per noi, certo.

Fatto sta che il 15 di questo mese sarebbero dovuti arrivare 60 euro per le dovute diarie di quei giorni e non ho ricevuto nulla. Così scrivo questo messaggio alla mia vecchia responsabile. Messaggio che ho trovato più che diplomatico:

Ciao M, scusa per l’ora ma potrei avere gentilmente il numero di M oppure, al massimo, farmi ricontattare direttamente da lui domani? Ho bisogno di alcuni chiarimenti e devo parlare con chi se ne occupa direttamente. Grazie.

Non mi sembra di essere stata scortese o averle mancato di rispetto eppure non è stato visto così. Il giorno dopo mi telefona il secondo burattino, e già il suo tono è irritante. Avevo chiesto esplicitamente di parlare con chi si occupa degli stipendi ma non ha avuto il coraggio di affrontare una sua ex dipendente, figuriamoci la serietà di queste persone. Quando mi telefona il burattino, mi inizia a dire che il mio comportamento è del tutto errato e maleducato e che per suo consiglio personale mi chiede di non ripetere lo stesso sbaglio con altri datori. Dunque, sarei irrispettosa maleducata nonché arrogante? Mi sembra ottimo come ragionamento, no? Una persona chiede solo di essere pagata e viene definita in questo modo. Durante la conversazione, il burattino continuava ad alzare la voce non lasciandomi parlare e quando ci provavo, mi parlava sopra. Adesso, voi non mi conoscete ma non c’è cosa che mi faccia più innervosire di quando mi parlano addosso. Se sto esponendo i miei argomenti, è tuo dovere, anzi, è il dovere di chiunque, ascoltare e poi rispondere con le tue tesi, semplice regola della buona educazione, quella mancata da parte del personale amministrativo della grande, grandissima azienda Joy.

Alla fine io ci ho rimesso solo la metà della diaria, grazie al mio istinto femminile della conservazione degli scontrini, ci sono persone che neanche quello hanno avuto per colpa di una bravissima persona, “responsabile” che nemmeno il suo lavoro è in grado di svolgere. Appena mi verrà fatto il bonifico, chiuderò ogni mio conto con Joy e ciò che lo riguarda. Per ora la mia sorte è ancora in bilico. Fatto sta che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico di lavorare con persone del genere. E un consiglio per voi, diffidate da queste persone. Quando date gli appoggi, fatelo voi in maniera costante dal vostro conto corrente, evitiamo di far guadagnare ad aziende come queste, quello che in realtà noi crediamo di donare in beneficenza per la ricerca.

Stay tuned for more

Gina

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Informazioni su Krieger Fever

Sono la classica ragazza noiosa con tanta voglia di scrivere. Amo Kelly Clarkson e tutto USWNT, specialmente Ali Krieger, Ashlyn Harrison, Hope Solo e Alex Morgan. Non sono il classico tipo che esce il sabato sera o che ha bisogno a tutti i modi di essere popolare. Sono bensì il tipo chiuso, timido che resta chiusa nel suo mondo fatto di libri e musica. Sono stata costretta a cambiare la mia filosofia di vita, quindi ora penso e agisco alla Marina Diamandis. Se volete, leggete pure il mio blog. Vedi tutti gli articoli di Krieger Fever

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