Salman Rushdie Haroun and the sea of stories.

Questo è il titolo del libro che ho ritrovato ieri sera nella mia biblioteca a casa dei miei. Un libro che mi ha portato ricordi che la mia mente aveva dimenticato. Questo è stato un regalo della mia insegnate di inglese, della mia primissima cotta. Ah beh, i ricordi sono davvero tanti, non tanto legato al libro, bensì alla persona che mi ha fatto il regalo..

Tutta la notte ho ricordato tutte le cose belle e importanti che sono successe con lei. Ho ricordato tutte le ore in cui abbiamo parlato di letteratura, di musica e mille interessi, di tutta la fiducia che aveva su di me e di come puntava tutto sulla sua allieva “migliore”. È grazie a lei se adesso studio lingue, se non fosse per lei farei altro.

Ricordo perfettamente il giorno in cui è venuta vestita da dio: jeans stretti, maglione bianco con le maniche lunghe che coprivano un po’ le mani, stivali neri bassi.. penso di essere rimasta sotto shock per un po’, spero solo che non se ne sia accorta. Oppure il primo giorno in cui l’ho vista, il giorno dell’esame di passaggio al quarto superiore: aveva un vesto bianco completamente smanicato, una cinta sul marrone e i sandali alti. Portava i capelli ricci/mossi che arrivavano a metà schiena ed era leggermente truccata e perfettamente abbronzata. Quando entrò in classe a portarci l’esame (una traduzione di un riassunto di Dorian Gray) restai allibita. In vita mia non avevo mai visto tanta bellezza in una sola persona e pensare che sarebbe stata la mia insegnante per tutto l’anno mi faceva provare una felicità infinita. Quel giorno feci di tutto per rendere la traduzione la migliore di tutte, per avere tutte le attenzioni e per colpirla subito. Neanche a dirlo, inglese era diventata la mia materia preferita!

Ogni giorno cercavo di incrociarla almeno in corridoio per salutarla e parlare un po’. All’ora di pausa, restavamo sempre sopra insieme anche all’insegnante di educazione fisica, visto che gli altri erano a fumare o altrove, io non mi lamentavo mica, ero contentissima di poter stare con lei.

Il fatto ironico è che solo verso fine anno mi sono accorta che mi piaceva. Ricordo che quel giorno le portai un regalo, ricordo che ne parlavamo sempre, così decisi di prendere quel libro che desiderava tanto Autoritratto di un Dandy. Di solito non faccio mai dediche o qualcosa sui libri quindi glielo consegnai così nella confezione che ho fatto con le mie mani. Ricordo che era di color argento con il fiocco rosso. Rimase stupita quando glielo diedi, mi abbracciò e mi diede due baci, ero al settimo cielo! Quando vide il libro era contentissima, ma me lo diede di nuovo perché voleva la dedica. Non ci crederete ma ci ho messo mezz’ora per scegliere cosa scrivere, ero completamente in palla! Solo in quel momento capì che mi piaceva. Mi tremavano le mani e non so neanche come ce l’ho fatta a scrivere quella dedica. Adesso non ricordo esattamente le parole, perché come mi capita spesso, quando sono in una situazione difficile, dopo un po’ tendo a dimenticare tutto. Ricordo solo di aver scritto che era una persona speciale e che le volevo bene. Lei guardò la dedica, mi fece l’occhiolino e mi disse “Anch’io”, la mia fine.. Non dimenticherò mai tutto questo.

A volte mi vengono dei bellissimi momenti in mente, come quando un giorno voleva sapere il titolo di una canzone ma non si ricordava nulla e poi dopo un po’ si ricordava il ritmo e mentre la canticchiava diventava rossa. Oppure quando un giorno le ho portato un cd con le migliori canzoni di Kelly Clarkson e il giorno dopo mi disse che la sua canzone preferita era Because of you, guarda a caso, la mia canzone preferita. Oppure quando mi aiutava a capire il testo di Save you, sempre di Kelly.. Ricordi meravigliosi!

Una delle mie soddisfazioni era quando all’esame di stato, lei mi aiutò con tutta la mia tesina, sapeva perfettamente quello che volevo portare e il titolo adatto per me era “Il velo dell’apparenza”. Fu lei a dire che quello che stavano cercando di fare non era abbastanza per me, non le piaceva proprio, ero io quella che doveva portare di più perché ero perfettamente in grado di affrontare moltissime altre cose. Ah beh, se lei aveva così tanta fiducia in me era per qualcosa, non potevo deluderla. E’ stata lei quella che ha parlato con i professori e che si occupò di tutto. Che bei ricordi, non la ringrazierò mai abbastanza per tutto quello che ha fatto.

Ora che ci penso, quello che pensavo di provare per lei anni fa non è mica diminuito, penso sia più vivo che mai. Forse il fatto che mi piacesse non esprimeva bene il concetto. Mi sono presa una gran bella cotta per la mia insegnante di inglese, ora posso ammetterlo.

Riguardare le foto che abbiamo fatto insieme al ristorante mi porta ancora mille brividi, stare così vicino a lei e avere quella foto che durerà per sempre è qualcosa di spettacolare per me.

Spero vivamente che ogni tanto, anche per un momento, si ricordi di me e di quanto le volessi bene. Solo quello spero..

 

Stay tuned.

J.

 

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Informazioni su Krieger Fever

Sono la classica ragazza noiosa con tanta voglia di scrivere. Amo Kelly Clarkson e tutto USWNT, specialmente Ali Krieger, Ashlyn Harrison, Hope Solo e Alex Morgan. Non sono il classico tipo che esce il sabato sera o che ha bisogno a tutti i modi di essere popolare. Sono bensì il tipo chiuso, timido che resta chiusa nel suo mondo fatto di libri e musica. Sono stata costretta a cambiare la mia filosofia di vita, quindi ora penso e agisco alla Marina Diamandis. Se volete, leggete pure il mio blog. Vedi tutti gli articoli di Krieger Fever

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